Non smettere mai di sognare, un romanzo che attraversa tutti gli stati d’animo

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Passeggiare tra le pagine di un romanzo significa iniziare un viaggio dalla meta incerta, non sai mai dove ti porterà né tantomeno le emozioni che proverai; ma, una cosa è certa,   lungo il tragitto non si potrà fare a meno di innamorarsi del panorama, e incrociare la nostra storia con quella dei personaggi. Questo è quel che è successo tra le pagine del romanzo dal titolo Non smettere mai di sognare della giornalista Carolina Costa, edito da Scatole Parlanti.

Rapita da un racconto fuori dal tempo e dallo spazi si è catapultati, senza preavviso, in un taxi, che non ci condurrà in un viaggio con una meta prestabilita, al contrario saremo costretti a guardare dentro la nostra anima e a fare i conti con i nostri reali bisogni.

Così, sul sedile posteriore di un taxi portoghese, scopriremo otto storie piene di emozioni, accomunate tutte da un grande senso di Speranza nel futuro. A raccontare le loro storie un narratore fuori dagli schemi, rappresentato proprio dal sedile posteriore del taxi, che accoglie i personaggi e ne assorbe le emozioni, talvolta belle e positive, talvolta piene di amarezza, ma tutte accomunate da una grande voglia di riscatto.  A dare il via a questa lunga danza di emozioni è Tommaso, protagonista del primo racconto, che vissuto da sempre tra i cavalli dei lunapark adesso vuole trovare un posto dove vivere gli ultimi anni della sua esistenza. Non importa quanto tempo gli rimarrà ancora da vivere, gli faranno compagnia i suoi ricordi, e la consapevolezza di tanti momenti felici.

La storia di Maria e Flora è un momento di condivisione e, allo stesso tempo, di crescita. Maria è la tata di Flora, figlia di una famiglia benestante. Quando inizia ad occuparsi di lei Maria è poco più che un’adolescente, ma questa poca differenza d’età le dà l’opportunità di comprendere pienamente i bisogni della ragazza, appoggiandola nelle scelte di vita e consigliarla al meglio nelle decisioni che dovrà prendere. L’unica cosa da cui Maria non può proteggere Flora è il dolore, passaggio obbligato della vita, che talvolta serve a far emergere la nostra vera essenza.

In Pepa si intravede da subito la voglia di riscatto. La sua è stata una vita caratterizzata da soprusi. Lei viveva nel suo piccolo mondo incantato, tra i lavori della piantagione e la vita con i suoi cani, fino a quando i suoi padroni non muoiono e il terreno viene adocchiato dai Gesuiti. Inizia da questo momento per Pepa una lotta senza sosta per affermare la propria Indipendenza.

A raccogliere tutte queste testimonianze di vita è il tassista Jesus, un nome che contiene in sé la verità. Lui da muto osservatore ascolta le storie, senza giudicare

Sono storie che fanno riflettere su quello che veramente conta per noi. Allo stato attuale viviamo in un mondo tempestato di bisogni effimeri, che troppo spesso vengono fatti passare per primari.

L’opera si può considerare a pieno titolo un romanzo di formazione, ma la particolarità di questo romanzo non sta nelle sue molteplici chiavi di lettura, in quanto non possiede la pretesa di insegnare niente a nessuno, ma invita soltanto il lettore a fare chiarezza dentro di sé. L’unicità della nostra esistenza sta nelle nostre mani. Siamo soltanto noi i soli che possono fare di un dono prezioso come la vita un capolavoro.

La nostra vita, in questa folle corsa verso l’ignoto, è dettata dall’effimero, ed è quando riflettiamo su quali siano veramente i nostri reali bisogni e i nostri desideri che scopriamo la nostra vera essenza.

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