Tutti conoscono ciò che è successo nel periodo riguardante la scoperta dell’America ma cosa comporta un evento del genere?
Si nascondono dubbi, incertezze e paure rilevate non solo da Cristoforo Colombo che ne è il principale artefice, ma anche e soprattutto da parte dei sovrani Ferdinando D’Aragona e Isabella di Castiglia che a quell’impresa hanno dato il loro consenso.
Questo il tema dello spettacolo dal titolo 1492: un anno speciale portato in scena venerdì scorso da I Commedianti diretti da Natalino Ingegneri.
Ma il 1492 non è soltanto l’anno della scoperta dell’America; è anche il periodo in cui iniziano a respirarsi i primi venti del cambiamento; nell’arte così come nella letteratura e in ogni ambito, fino anche alla politica. Inizia da qui il passaggio che segna il passaggio tra la fine del Medioevo e l’inizio del Rinascimento.
Fioriscono nuove idee e si avvertono nell’aria nuovi fermenti capaci di rivoluzionare la vita, così come la si conosceva. La storia è attraversata da momenti di dissacrante ironia.
E in questa chiave ironica la compagnia di Natalino Ingegneri ha portato sul palco del Teatro Mandanici una fetta di storia che con un piede nel passato, e lo sguardo rivolto al futuro, ha lasciato nel pubblico tanti spunti di riflessione su ciò che è stato e su quello che potrebbe ancora essere.
Perché il futuro non si attende, il futuro si costruisce, giorno dopo giorno.